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Posted ottobre 13, 2017 by admin in Serie Mithriliane
 
 

Damon Lonely: Amore di Rosso Sangue Vestito


Damon Lonely: Amore Di Rosso Sangue Vestito…

Di Alessandro Cavaliere

 

Amore di rosso sangue Vestito, in una notte buia dell’anima quando l’oscurità sembra l’unica certezza e scrivere non basta… non basta….

 

Ti tingi le labbra di rosso sangue Notte,

come una prostituta senza vergogna

cerchi il mio denaro e accarezzi la mia anima

ma io ho un ricordo che mi vincola alla morte.

Un ricordo che mi rende cieco alle lusinghe…

 

Questo amore rosso sangue….

 

Un amore di rosso sangue vestito,

simile a una donna che piange senza un motivo

 ridendo senza ritegno,

in una nota di follia che accarezza il buio

e si perde oltre il respiro,

quasi che l’amore sia uno straccio sporco

lasciato ai piedi di una puttana o di un bastardo

come se questo amore di rosso sangue agghindato 

sia solo un’illusione….

 

fata2Chiudo gli occhi mentre la pioggia cala su di noi. Chiudo gli occhi e la sento toccare la mia pelle, quasi potesse arrivare all’anima.

Sospiro. Ho il cuore pesante perché non so se questa volta potrò accontentare Morte. Il contratto che mi ha affidato è difficile.

Puoi dare una seconda possibilità anche a chi non la vuole? A chi, sicuramente, la getterà ai piedi della Dea Fortuna?

Puoi veramente dare una seconda possibilità a chi se la giocherà con il sibilo di quattro carte?

Non credo si possa salvare chi è già morto dentro, chi non ha più vita da consumare ma accumula solo i giorni uno dopo l’altro. Li raccoglie come fossero foglie d’autunno che poi marciscono.

Un’anima rotta è come un vetro infranto, non puoi riparare un vetro che si infrange.  Sospiro. Poi mi avvio verso il mio contratto. Mi incammino verso questo nuovo destino che Morte vuole modificare.  Ritrovo la ragazza, che dovrei salvare, in bilico sul ciglio di un tetto.

Classico copione per un suicidio. Neanche tanto speciale. Comune come una goccia d’acqua dispersa nella pioggia.

<<Credi che ne valga la pena?>> Gli chiedo appoggiandomi a un muro e cercando il riparo di una piccola tettoia. Mi serve per accendere una sigaretta che nel buio si tinge di rosso fuoco.

Lei non risponde. Sorrido, è come quando hai tante di quelle cose dentro che si intasano tutte insieme e alla fine resti in silenzio; ma nel suo caso forse non c’era nessuna vera risposta alla mia domanda.

La sua anima è spezzata. Il suo cuore vaga nel buio. Ah l’amore, penso e quasi mi vien da ridere. Questa strana creatura che avviluppa gli esseri umani.

Una creatura che spesso sembra non più genuina di una chimera. Un qualcosa simile a un sogno. Cerco di rammentare quante persone innamorate ho incontrato nella mia vita e inizio a contarle sulle dita.

Sono veramente poche, la arrabatta, annaspa. Si adagia su qualcuno per scappare dalla solitudine che, però, come un velo è già calata su di loro. 

“Almeno provaci” La voce di Morte mi raggiunge dal buio della mia coscienza. Poi la vedo disegnata nella pioggia accanto alla ragazza che, oltre il parapetto, osserva la notte avvinghiata alla città.

Questa città sporca e solitaria. Questa città triste e malinconica che non ha nulla che la distingue in questo lurido mondo. 

Un luogo non dissimile da altre città in cui la gente vive le sue tragedie e i suoi momenti di gioia. La storia di Anna, questo è il nome della ragazza oltre il  parapetto, è semplice, banale. Una storia simile a tante altre. 

<<Ero innamorata di lui sin dalle elementari, mi bastava anche solo stargli vicino far parte della sua vita. E’ stato il primo e unico ragazzo con cui sono stata poi…>>. La sua voce si spegne in gola.

<<Arrivò lei>>. Dico completando la sua frase. 

<<Un’amica, una persona di cui mi fidavo e me l’ha portato via. Succede lo so, è un copione comune a tante storie d’amore credo…>> Mi dice, sta piangendo e la cosa inizia a diventare patetica.

Sospiro.

<<Potevo anche sopportare quello che era successo, ma lei l’ha usato e la portato ad oltrepassare una linea in cui io non posso seguirlo se non…>>

<<Affidandoti alla morte>>. Completo il suo pensiero e la storia mi si delinea nella testa. Succede grazie ai poteri che mi ha concesso Morte credo. Lei mi ha dato la facoltà di leggere le anime dei miei contratti.

Il suo ragazzo era morto in un incidente d’auto dopo essersi ubriacato. Era una storia banale di tradimenti e squallore. Lui era morto perché si era innamorato della donna sbagliata.

Una donna che si era intromessa tra loro e che poi l’aveva tradito. Una storia proprio banale, ma che aveva portato Anna oltre quel maledetto parapetto.

<<Sì>>. Mi dice lei, è una delle  tante notti schifose di questa merdosa città. Mi avvicino a lei, non tenta neanche di farmi desistere; come sapesse che in realtà non ho nessuna intenzione di fermarla.

Perché dovrei? La vita fa schifo infondo, la penso come lei anche se…

<<Sei una fottuta egoista lo sai? Ti sei aggrappata a questo amore affidando tutta la tua vita a un sentimento non ricambiato, negandoti la possibilità di essere felice>>. Lei non dice nulla. 

<<Per seguire un bastardo che è stato così debole da distruggersi per una misera puttana…>> Lo so sto usando parole un po’ pesanti, ma sembrano funzionare. Lei mi guarda con odio e mi si avventa contro per colpirmi.

In quel momento la stringo e la riporto oltre il parapetto. Lei si agita come un animale in trappola. 

“Devi farlo”

Morte quanto rompi il cazzo, devo sottrargli il suo amore? Togliergli l’unica cosa vera di questo schifo che chiamano vita? Senza offesa cara mia, ma fa schifo. Ma devo vero? Certo che domande. Sospiro. Una notte di sospiri e di rosso sangue vestita.

Concludiamo questo racconto in maniera ipocrita. Salviamo la ragazza e ritorniamo a casa tutti felici. Così faccio ciò che vuole Morte. Le sottraggo il suo tormento e come un veleno che mi soffoca l’anima.

Guardo nei suoi occhi e inizialmente vedo il vuoto, poi torna la luce della vita. Ha una seconda possibilità mi dico. Poi lei sorride e mi bacia.

<<Sciocco non puoi rubare il vero amore anche se si tramuta in follia>>. Così lei in un attimo scavalca il parapetto e si butta nel vuoto. Guardo giù. Guardo verso l’amore di rosso sangue vestito.

Poi sento le braccia di Morte avvinghiarsi al mio petto e il suo corpo bagnato aderire alla mia schiena. 

<<Hai fallito. Non avrai nessuna ricompensa questa volta. Anzi dovrei ucciderti perché mi hai servito male. Sei come la maggior parte degli uomini Damon.  Un bastardo senza cuore che non capisce quanto una ragazza possa…>>

Sparisce improvvisamente e davanti a me sul parapetto compare il solito rotolo di banconote. Ho fallito ma lei mi ha comunque ricompensato. 

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