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Posted giugno 26, 2018 by admin in Racconti
 
 

Damon Lonely Il Rammentare di Una Bugia….


Damon Lonely Il Rammentare di Una Bugia…

di Alessandro Cavaliere

Il Rammentare di Una Bugia….

 

Sapete ogni tanto il passato ha il brutto vizio di riderti in faccia proprio quando si è più vulnerabili. In quei momenti solo una bottiglia può consolarti diceva una vecchia canaglia che abitava nel mio quartiere. Però, chi si accompagna alle bottiglie finisce male e lui non fu da meno. Sinceramente quando capitano quei giorni storti ho un modo tutto mio per superare la faccenda. Mi reco a visitare una persona. Qualcuno che per me è come il rammentare di una bugia, che per qualche tempo riesce ad allontanare il sorriso beffardo dei ricordi dall’anima.

<<Sei strano Damon>>. La voce di Morte mi raggiunge con il suo solito tono canzonatorio. Non  mi volto verso di lei, ma so che è dietro di me con l’aspetto di una bambina.

<<Tu non sai proprio cosa sia il concetto di privacy, vero Morte?>>. Le dico e lei scoppia a ridere.

<<Sei anche il solito musone noioso, comunque quella tomba non riuscirà a scacciare via i cattivi pensieri>>. Mi dice e io sospiro.

Quando sono triste, o meglio quando sono triste da far schifo vengo a trovare Sofia. Una ragazzina che abitava nel mio quartiere quando… Beh quando ero ancora così piccolo da non avere il problema di dover capire come si sta al mondo.

<<Siete cresciuti insieme, le volevi bene?>>. Mi chiede Morte.

<<Sì, è stata la mia prima fidanzatina. All’epoca pensavo che saremmo vissuto per sempre insieme…>>

<<Invece sono arrivata io e te l’ho portata via>>

<<Sì, ma anche se non fosse stato così è probabile che con il tempo tutto si sarebbe guastato. Il tempo guasta tutte le cose. Forse tu portandotela via mi hai regalato una dolce bugia che mi accompagnerà fino…>>

<<Fino a che non porterò via anche te>>.

<<Già>>.

<<Però, fino a quel momento, Damon Lonely, rammenta che tu sei il mio assassino>>. Morte si accosta vicino a me ora ha l’aspetto di una donna sui trentanni.

<<Lo so bene>>.

<<Ecco, e rammenta che il tuo datore di lavoro è un tipo geloso>>.

<<Anche del rammentare di una bugia?>>. Le chiedo e lei scoppia a ridere e poi scompare. La pioggia inizia a battere sul marmo e sulle statue del cimitero e io sospiro. Tocco la foto di Sofia con le punte delle dita per un attimo. In quel momento sento un gelo spaventoso dentro di me, qualcosa di così glaciale che spazza via ogni malinconia. Morte mi rammenta che sono una sua proprietà. Sorrido, saluto Sofia e vado via.


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