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Posted giugno 7, 2017 by admin in Serie Mithriliane
 
 

Damon Lonely: Nocturno


Damon Lonely: Nocturno

di Alessandro Cavaliere

Serie Mithriliane:  Damon Lonely – Nocturno….

 

Brinda la notte in questo silenzio di fiele;

brinda con le lacrime che hai sul viso

e che lasci scorrere

senza ritegno o vergogna;

perché pensi che nessuno possa guardarti;

perché credi che nessuno possa rubartele;

perché forse immagini che a nessuno freghi.

E invece, la notte, l  brinda proprio con le lacrime

versate nel buio e nel silenzio.

Lacrime versate senza senso

quando l’oscurità della notte

è tagliata a fette

solo dalle luci artificiali e dal bagliore 

pallido di una luna assente…

darkerTossisco, e sembra che questo suono volgare e grottesco si propaghi nel buio, ma non c’è nessuno ad ascoltarmi. Nessuno a preoccuparsi per me.

Potrei morire qui, ora, e forse se ne accorgerebbero solo i piccioni con l’arrivo del giorno. Tossisco e sputo del sangue. Mi siedo appoggiando le spalle ad un muro e osservo la luna.

Una leggera pioggerellina colpisce i tetti delle case, mi tocca la pelle e le gocce d’acqua mi percorrono il viso come fossero lacrime. A quel punto la vedo compare con le sembianze di una bambina di 12 anni. Lunghi capelli biondi una divisa scolastica e un enorme fiocco rosso legato al collo. 

<<Sei sempre più ridicola e banale>>. Le dico mentre tossisco come un cane che sta latrando alla luna. Lei si avvicina e mi sorride. Mentre avanza il suo corpo cresce e raggiunge l’età di una ragazza di 20anni.  Mi si siede accanto, tra le mani gli compare una bottiglia di whisky. 

<<Hai bisogno di bere?>> Mi chiede, poi infila un dito nella ferita che mi squarcia l’addome. Cazzo se fa male, penso. Poi lei aggiunge:<<questo perché sei un bambino cattivo>>. 

<<Fanculo, Morte, sei venuta per portarmi via?>> Gli sputo contro e il sangue cola sul mento. 

<<Ancora? Non sei nella mia lista, e poi mi sono affezionata al tuo muso triste, anche se sei un piccolo maleducato che va punito ogni tanto con un po’ di dolore. Bevi o devo buttarla?>> Mi risponde sventolandomi la bottiglia davanti alla faccia. 

<<Dammi qua stronza>>. Gli dico strappandogli via la bottiglia dalle mani. Lei infila tutta la sua mano nella ferita e stringe. Fa un male cane. 

<<Sì, sei proprio un bambino cattivo da punire>>. Quasi svengo per il dolore ma ho ancora la forza di aprire la bottiglia e di fare una lunga sorsata, il liquore mi brucia la gola già riarsa, ma è piacevole e lei finalmente smette di torturarmi. 

<<Per poco non mi accoppava quel figlio di puttana>>. Le porgo la bottiglia, lei, nel mentre, è diventata una bambina di sei anni circa. 

<<Lo sai che non si offre da bere alle bambine? Sei un degenerato Damon>>. Mi dice prendendo la bottiglia e bevendo, in effetti è strano vedere una bambina bere, senza fare una smorfia, roba così forte, ma lei è Morte ha più anni di Dio probabilmente, o forse non ha neanche un’età esiste da sempre come lui… forse è la figlia annoiata di Dio addirittura.

Lei sorride e mi fa: <<smettila di farti ste pippe mentali su chi sono, esisto. Come te, come questa bottiglia e come questo mondo la sola differenza è che esisterò per sempre anche quando queste cose saranno solo polvere>>. E ritorna una donna, sui trent’anni questa volta. 

<<La bambina che ho salvato che fine farà?>> Le chiedo cambiando discorso. Tornando sul mio contratto, quello che mi ha quasi fatto ammazzare. Tossisco. 

<<Devi farti curare quel brutto mal di gola potrebbe ucciderti>>. Mi risponde e scoppiamo entrambi a ridere, mi ripassa la bottiglia. Bevo nuovamente. 

<<Il padre ha ucciso l’unico parente in vita e io ho ucciso lui prima che accoppasse me, era un figlio di puttana resistente… Era tanto tempo che nessuno riusciva a ferirmi>>. Le dico ricordando lo scontro avuto quella sera con l’uomo che stava per uccidere il mio contratto. La bambina che dovevo salvare, perché io sono un’assassino particolare al servizio di Morte.

Salvo le persone e gli do una seconda possibilità. Certo che per una bambina di appena un anno essere già alla frutta, già dover ricorrere a una seconda possibilità è sintomo di quanto la vita faccia schifo in alcuni momenti. 

<<Non saprei l’ho lasciata in un orfanotrofio, probabilmente, crescerà e diventerà una puttana come sua madre, che si troverà un bastardo come suo padre che l’accopperà come è successo alla sua vecchia. Gli umani usano dire che una mela non cade mai lontano dall’albero.  Avrà una vita orribile chi lo sa… Questo è il bello del destino nessuno lo conosce, neanche noi esseri sopranaturali>>. Mi spiega e appoggia la sua testa sulla mia spalla. Provo un brivido di terrore, infondo, è pur sempre la Morte. 

<<Magari diventerà una biologa, oppure un avvocato e difenderà le bambine come lei da questo sporco mondo, bambine che come lei hanno avuto la sfortuna di nascere in una famiglia di merda>>. Morte scoppia a ridere. 

<<Stai diventando troppo romantico, non ti fa bene… Per questo ti sei fatto infilzare…>>

<<Era  uno che militava nelle forza speciali non un pivello>>. Sbotto irritato. Quanto mi fa incazzare questa qui.

<<Comunque potrebbe essere, chi lo sa, tieni il tuo compenso>>. Ribatte lei e mi fa cadere tra le gambe il mio solito rotolo di banconote. Poi si rimette in piedi. Ora è una ragazza sui diciotto anni si piega verso di me e mi bacia scomparendo nella pioggia. La ferita è guarita e io mi godo il resto della bottiglia in questa notte in cui il cielo piange e Morte ha deciso ancora una volta di risparmiarmi la vita. 

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