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Posted ottobre 9, 2018 by admin in Il Cenacolo Bruscianese
 
 

Finalmente si Raccolgono i Frutti di Diamoci un Nome


Finalmente si Raccolgono i Frutti di Diamoci un Nome

dalla redazione

Diamoci Un Nome raccolta firme per dare un Nome al Parco Verde sito nell’area ex-219

(Questo Articolo fa parte del progetto socioculturale Il Cenacolo Bruscianese)

Foto di Ferdinando Russo 

 

Sono passati ben quattro anni dalla raccolta firme “Diamoci Un Nome” indetta dalle associazioni  Mithril Art, La Casa di Pat, AHVB, Cor Habeo, Il Luogo dell’Anima, Città Democratica. Raccolta firme che aveva l’intenzione di cancellare definitivamente l’etichetta di area ex-219 da sempre cucita addosso al quartiere popolare di Brusciano.

All’epoca, siamo nel 2014 precisamente il 10 ottobre (data in cui fu protocollata la raccolta firme), un’iniziativa spontanea e che vide un’alta partecipazione di persone e volontari fu del tutto ignorata dall’allora amministrazione.

Inizialmente si giustificò il fatto con la difficoltà di cambiare la toponomastica esistente, ma questa sembrò già dall’ora una sorta di giustificazione per non far nulla.

Infatti, per dare un nome al parco verde, incastonato al centro del quartiere popolare di Brusciano, non ci voleva nessun cambio di toponomastica. Non si doveva cambiare nessun nome a nessuna strada.

Semplicemente perché il nome quel parco non l’ha mai avuto e le strade che lo circondano non sarebbero state interessate all’eventuale nome da attribuire al parco. All’epoca non c’era nessuna volontà di portare avanti un’istanza promossa dai cittadini e dalle associazioni.

Nessun abitazione affaccia su quel parco, non c’è anche allo stato attuale nulla che impedisca di dare un nome al parco. Parte di quel parco, inoltre, è una piazza quasi inutile e che sembra costruita giusto per buttare soldi pubblici.  fa parte di Viale Borsellino. Le abitazioni affacciano tutte su Via Falcone o sul vialetto sempre sito in viale Borsellino.

Una via tristemente nota per la presenza dello spaccio di droga. Probabilmente, il cambio di nome alla via dello spaccio dovrebbe avvenire solo per restituire la giusta dignità a un personaggio anti-mafia che non merita di aver attribuita una strada in cui la camorra agisce in pratica quasi indisturbata.

Questo, però, è un altro discorso. Un altro problema. Un’altra questione irrisolta di Brusciano. Un’altra onta su questo piccolo paese gestito negli ultimi decenni da amministrazioni che hanno fatto in modo di trasformare il quartiere popolare in un ricettacolo di criminalità e degrado.

Svendendo tutto il possibile e lasciando che quelle poche strutture pubbliche, che avrebbero potuto fare la differenza, venissero rese inagibili.

Ad alcune di queste strutture, come il complesso “sportivo” che affaccia su via Falcone, non ha mai avuto modo di esprimere le proprie potenzialità. Si è pensato bene di non dargli mai una possibilità e lasciarlo inizialmente in uno stato di degrado e abbandono vergognoso.

Per fortuna alcune attività commerciali, sorte in quei locali che avrebbero dovuto servire alla cultura e allo sport, hanno in parte restituito un po’ di dignità a quel pezzo di Brusciano che ancora chiede silente vendetta.

Non vogliamo neanche menzionare altre strutture pubbliche svendute ai privati, strutture a volte costruite con i fondi destinati ai terremotati. Costruite con il sangue di chi sotto quel terremoto ha perso la vita e svendute con la meschinità politica di chi non ha mai voluto il bene di un paese oggi ridotto a fantasma di se stesso.

Finalmente, però, le istanze delle poche associazioni realmente attive sul territorio vedono nel sindaco avv. Giuseppe Montanile una risposta. Un professionista e prima di tutto un cittadino di Brusciano che a quella raccolta firma partecipò.

Fingiamo anche di non rammentare nel dettaglio il tentativo di attribuire a Pino Daniele il nome del parco. Tentativo becero, secondo il nostro parere, di richiamare un’attenzione mediatica approfittando di un momento triste per la cultura e la musica partenopea. La perdita di un artista enorme come Pino Daniele. La cosa che ci fa sorridere è che dopo i proclami, le foto, le strette di mano e gli articoli quel nome non fu più attribuito. Spenti i riflettori arrivederci.

A breve, quindi, ci sarà l’attribuzione del nome. All’epoca i cittadini che firmarono la petizione ebbero la possibilità di scegliere tra alcuni nomi. Scegliere democraticamente e con il cuore quale nome da dare al parco dove i loro bambini giocano, dove gli anziani si godono il verde pubblico e le famiglie la quotidianità di un quartiere troppo spesso lasciato a se stesso.

Don Peppino Diana, il nome che circola in questi mesi, si posiziono in terza posizione tra le scelte fatte a  quel tempo dai cittadini. Il primo nome che i cittadini scelsero, quasi volessero esortare il futuro a realizzare il significato stesso della parola scelta, fu “La Rinascita”. Al secondo posto c’era il nome del grandissimo attore mai dimenticato dal popolo napoletano e bruscianese Massimo Troisi.

Brusciano ha già una via dedicata al grande Massimo Troisi, quindi, sarebbe auspicabile che il parco potesse chiamarsi Parco Verde Don Peppino Diana La Rinascita. Certamente, qualsiasi, nome l’amministrazione scelga sarà un segno di civiltà e rispetto per un quartiere troppo spesso lasciato a se stesso o usato solo come bacino elettorale.

 

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