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Posted ottobre 3, 2017 by admin in Racconti
 
 

Marina Blue – L’Angelo di Carta


Marina Blue – L’Angelo di Carta (Marina Blue)

Di Domenica 20 febbraio ’05 di Alex Cavaliere  (Disegno di Veronica Timoni)

L’angelo di Carta – racconto

 

Marina Blue era il nome che si era scelta. Quello con cui aveva deciso di vivere. Vivere una vita diversa da quella che conduceva ogni giorno nel suo piccolo paesino in provincia di Roma. Archino.

Un nome che non compariva nemmeno sulle cartine geografiche della regione Lazio, era praticamente inesistente. Come Miriam Marina Bluetti, il suo vero nome.

La ragazza che era nella quotidianità della sua vita; del piccolo negozietto di intimo che gestiva con la madre. Anche sé, lei e sua madre,  non avevano bisogno di lavorare erano, grazie a suo padre morto quando era piccola, molto ricche. Ma bisognava pur fare qualcosa nella vita, aveva sempre insistito sua madre.

Così, grazie pure alle insistenze del suo amico gay Mirco, aveva tentato la carriera di modella.

Era stato lo stesso Mirco a sbriciolare la sua identità trasformandola in quella ragazza che poi sarebbe divenuta Marina Blue: un taglio di capelli all’ultimo grido, qualcosa di frizzante e sbarazzino; proprio come il suo nuovo guardaroba, più ammiccante e setoso. Un piccolo cambio di stile insomma, ed il gioco era fatto.

Grazie a quei cambiamenti era entrata in una delle agenzie per modelle di Roma più rinomate del Paese. Purtroppo, lì la sua carriera di modella si era arenata sul nascere, perdendosi fra le gambe del direttore dell’agenzia.

Lei, non aveva potuto né fisicamente né mentalmente accettare quel compromesso. Non era la sua buona educazione a bloccarla, piuttosto era lo squallore che comportava scendere a compromessi così intimi.

Perciò decise che se il mondo voleva il suo corpo, lei l’avrebbe ceduto a modo suo e per il suo piacere. In fondo i soldi non le mancavano.

Quindi affanculo la carriera di modella, affanculo la buona educazione ricevuta in un collegio di suore in Svizzera e alla morale del suo paesino bigotto. In fondo, Miriam Marina Bluetti, la ragazza dai capelli neri e gli occhi castani e dal corpo tenero ed invitante non avrebbe dovuto compromettere la sua reputazione.

L’avrebbe fatto Marina Blue, con il suo corpo. Bastava cambiare qualche particolare. Un appartamentino discreto nella capitale, una parrucca bionda, magari a modello della sua eroina la Valentina di Crepax. Un po’ più lunga e sbarazzina forse…

I suoi occhi marroni, con un paio di lenti colorate, sarebbero diventati dei furbi e piccanti occhi verdi con delle leggere sfumature scure, che il suo colore naturale gli avrebbe donato. In questo modo la sua metamorfosi sarebbe stata completa.

Avrebbe usato lei quel mondo così sporco e gretto, senza lasciarsi usare, si disse a denti stretti. La prima cosa che fece comprò una pistola tramite alcuni amici poco raccomandabili di Mirco.

 

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